L'indennità di maternità è la prestazione INPS che sostituisce la retribuzione durante il congedo di maternità: i mesi di astensione obbligatoria dal lavoro prima e dopo il parto. Spetta alle lavoratrici dipendenti, ma anche ad autonome, iscritte alla Gestione Separata e, in certi casi, a chi ha perso il lavoro da poco. La domanda va presentata all'INPS prima dell'inizio del congedo: UNICAF la prepara e la trasmette, e ti segue anche dopo il parto per completare la pratica.
A chi spetta
- Lavoratrici dipendenti**, incluse colf e badanti e lavoratrici agricole;
- Lavoratrici autonome** (artigiane, commercianti, coltivatrici) e iscritte alla **Gestione Separata**;
- Disoccupate che percepiscono NASpI o che hanno cessato il lavoro da poco, nei casi previsti;
- I padri lavoratori, per il congedo di paternità obbligatorio e nei casi di congedo di paternità alternativo.
Come funziona con UNICAF
1. Acquisti il servizio online;
2. Carichi i documenti e ci indichi la data presunta del parto e le date del congedo scelte;
3. Trasmettiamo la domanda all'INPS prima dell'inizio del congedo;
4. Dopo la nascita, completiamo la pratica con i dati del bambino e seguiamo l'erogazione.
Documenti necessari
Per avviare la pratica avrai bisogno di:
- Documento d'identità in corso di validità e codice fiscale
- Certificato medico di gravidanza trasmesso telematicamente dal ginecologo (numero di protocollo) con la data presunta del parto
- Ultime buste paga (per le dipendenti) o documentazione dell'iscrizione alla gestione previdenziale (per le autonome)
- Codice IBAN intestato o cointestato alla richiedente (per il pagamento diretto INPS, quando previsto)
- In caso di flessibilità del congedo: certificazione medica che attesta l'assenza di rischio per la salute
- Dopo il parto: dati di nascita del bambino
- Mandato di assistenza e delega (precompilato dalla piattaforma, firmabile anche dopo l'acquisto)
Domande frequenti
Quanto dura il congedo di maternità e quanto viene pagato?
Il congedo obbligatorio dura complessivamente 5 mesi, con un'indennità INPS pari all'80% della retribuzione (molti contratti collettivi la integrano fino al 100% a carico del datore). Per autonome e Gestione Separata valgono regole di calcolo specifiche.
Posso lavorare fino al parto e prendere tutti i mesi dopo?
Sì, è la cosiddetta flessibilità: si può posticipare l'astensione e godere dei 5 mesi interamente dopo la nascita, a condizione che il medico attesti che la prosecuzione del lavoro non comporta rischi. Va richiesta correttamente: ti aiutiamo a farlo.
Ho perso il lavoro da poco e sono incinta: ho diritto all'indennità?
In diversi casi sì: se percepisci la NASpI o se il congedo inizia entro un certo periodo dalla cessazione del rapporto, l'indennità è riconosciuta con il pagamento diretto dall'INPS. Verifichiamo la tua situazione specifica prima di presentare la domanda.
Chi mi paga: il datore di lavoro o l'INPS?
Per la maggior parte delle dipendenti l'indennità è anticipata dal datore in busta paga e poi rimborsata dall'INPS; per colf, agricole, autonome e disoccupate paga **direttamente l'INPS** sull'IBAN indicato. La domanda serve in entrambi i casi.
E dopo il congedo di maternità?
Puoi proseguire con il congedo parentale, facoltativo e indennizzato in percentuale variabile, fruibile da entrambi i genitori fino ai 12 anni del bambino. Possiamo presentare anche quella domanda e ricordarti le scadenze.
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